Gli scavi di Ostia Antica
Gli scavi di Ostia Antica — foto: Jakub Hałun · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Perché è così ben conservata

Ostia era il porto fluviale di Roma, alla foce del Tevere. Nel periodo di massimo sviluppo, fra il II e il III secolo dopo Cristo, ci vivevano decine di migliaia di persone. Poi il porto si insabbiò, i commerci si spostarono, la malaria fece il resto: la città fu abbandonata e sopra non fu costruito più nulla.

È la differenza con Roma, dove ogni epoca ha costruito sopra la precedente. A Ostia l'impianto urbano è rimasto leggibile: le strade, gli isolati, le case a più piani, le botteghe con il bancone di marmo ancora al suo posto.

Cosa si vede

Il Decumano Massimo attraversa tutta l'area ed è la strada principale: si percorre da un capo all'altro come facevano gli abitanti.

Il Teatro è quasi integro e viene ancora usato per spettacoli d'estate. Dietro c'è il Piazzale delle Corporazioni, con i mosaici pavimentali che indicavano il mestiere e la provenienza di ogni compagnia commerciale: navi, delfini, fari, e i nomi delle città africane e sarde da cui arrivavano le merci.

Le Terme di Nettuno hanno un grande mosaico con il dio sul carro trainato da cavalli marini, visibile dall'alto da una passerella. E poi ci sono le insulae, i condomini romani a più piani, i thermopolia — le tavole calde antiche, con il bancone e l'affresco del menu — e le latrine pubbliche a venti posti.

Da verificare: Orari, biglietti e giorni di chiusura del Parco archeologico di Ostia Antica sono sul sito ufficiale ostiaantica.beniculturali.it.

Come arrivarci

È l'aspetto più comodo: si prende la ferrovia Roma-Lido da Porta San Paolo, accanto alla stazione Piramide della metro B, e si scende a Ostia Antica. Il viaggio dura una mezz'ora e il biglietto è quello urbano dei mezzi pubblici, senza supplementi.

Dalla stazione all'ingresso degli scavi sono cinque minuti a piedi, attraversando un cavalcavia.

Il basolato della Via Appia Antica fra i pini
Il basolato della Via Appia Antica fra i pini — foto: Palickap · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Consigli pratici

L'area è vastissima e quasi del tutto priva d'ombra. D'estate va fatta la mattina presto, con acqua e cappello. In primavera e in autunno è perfetta.

Servono almeno tre ore per vedere le cose principali senza correre, e mezza giornata per farla con calma. Le scarpe devono essere robuste: si cammina su basolato antico e su terreno sconnesso.

Accanto agli scavi c'è anche il borgo medievale di Ostia Antica, con il Castello di Giulio II: si visita a parte ed è quasi sempre deserto.

Cosa la rende diversa da Pompei

Il paragone con Pompei è inevitabile e in parte fuorviante. Pompei fu sepolta in un giorno e conserva la vita quotidiana congelata in un istante: i mobili, il cibo, i corpi.

Ostia invece si è svuotata lentamente, nel corso di secoli. Non conserva l'istante, conserva la struttura: come era organizzata una città romana, come si viveva in un condominio di quattro piani, come funzionava un porto commerciale. Per capire l'urbanistica romana è più utile Ostia; per l'emozione è più forte Pompei.

E c'è la differenza pratica: Pompei è a tre ore da Roma, Ostia a trenta minuti con un biglietto urbano.

Il museo e il resto del parco

Dentro l'area c'è il Museo Ostiense, che raccoglie le sculture e i reperti trovati negli scavi: è piccolo, climatizzato e utile come pausa a metà visita.

Poco distante, sulla via Ostiense verso Roma, ci sono altri due luoghi collegati: la Necropoli di Porto all'Isola Sacra e i resti dei porti imperiali di Claudio e Traiano, con il bacino esagonale ancora leggibile dall'alto. Hanno orari e ingressi propri.

Quando andarci

Primavera e autunno sono le stagioni giuste: l'area è aperta, senza ombra e molto estesa. In aprile e in ottobre si cammina bene per tre o quattro ore.

D'estate va fatta all'apertura, con acqua e cappello, e si esce entro mezzogiorno. D'inverno è piacevole nelle giornate di sole e quasi deserta, ma le giornate corte riducono il tempo utile: l'ultimo ingresso è un'ora prima della chiusura, che nei mesi invernali arriva presto.

Il lunedì il parco è in genere chiuso, come molti siti archeologici italiani: è la prima cosa da verificare prima di prendere il treno.

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